Senza volto

Tempo senza donna, rivoluzione senza timone. Casa senza donna, barca senza timone. Il mondo è un pantano di noia. In un periodo così soporifero, la sua insonne immaginazione è un punto di forza. Non ha mezze misure, della moltitudine è diventata individualità, e con ingegno arricchisce i molti diversi. A lei non si devono dare obblighi, e di ogni cambiamento le va assegnato lo scettro. L’uomo ectoplasmatico, avaro solo di se stesso, non le chiede altro che fargli da badante. Ma lei non si fa domare, provate a sfidarla sotto un vento di guerra: il suo istinto e vivace brutalità la condurranno alla vittoria. Ha vinto disonesti romanticismi, margherite sfogliate come un libro letto e riletto, ipocriti pudori. Ha distrutto la fragilità sentimentale per esprimere desideri, pre- ferenze, delusioni di unioni carnali. Tempo senza donna, rivoluzione senza timone.

 

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La gonna era sempre troppo corta,

la coda dei capelli troppo lunga, la scollatura troppo larga.
Dovevi fare silenzio oppure parlare ma ricordarti sempre le buone maniere.
La bellezza va celata, custodita sotto un velo e nascosta.
Sono cresciuta così, con ogni sentimento sotto il vestito.
Ho imparato a usare il volto per tutte le espressioni, anche quelle del mio corpo.
Poi un giorno mentre mi spogliavo, il viso era coperto dalla maglia che stavo togliendo,
ho sentito il mio corpo esprimersi a parole senza voce, con sguardi senza occhi, con espressioni senza volto.
Non dovevo più nascondermi: tutto si era invertito, ribaltato.
Ho imparato una lezione.
La prima impressione è sempre troppo corta, il giudizio troppo lungo, la bocca della gente troppo larga